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De casoncello — edizione 2018

Casoncello

"Città murate e cibo dell’accoglienza"
Opere di difesa veneziane - Patrimonio dell'umanità Unesco

Piatto della festa, della convivialità, offerto nelle occasioni importanti e nei momenti di gioia, il casoncello è il più antico piatto identitario bergamasco. Più antico anche delle opere di difesa veneziane, le mura patrimonio dell'Unesco.

I casoncelli sono simbolo dell'accoglienza fin dal 1386. I documenti narrano che il 13 maggio 1386 i soldati di Gian Galeazzo Visconti, Signore di Milano e conquistatore della città di Bergamo, giunti nei pressi dell'attuale Porta San Giacomo vennero accolti da più di duemila persone, uomini e donne danzanti e trepidanti, homines et femine trepidantes et balantes e a tutti si offrirono casoncelli, recati su trecento piatti da portata, tarlieros artibotulorum seu casonzelorum. Fu una grande festa per accogliere i nuovi governatori con il cibo che "parlava del territorio".

E, riporta Carlo Goldoni nel Settecento, lo stesso spirito di gioia legato al cibo si palesò dentro e fuori le cinquecentesche Mura Venete, in occasione della teatrale e carnascialesca festa di Cibele, la Dea che dà vita alla Natura e agli uomini

Il cibo accoglie tutte le buone contaminazioni e si diffonde superando qualsiasi muro.

Lo testimoniano anche le opere di difesa veneziane delle altre cinque città che, come Bergamo, sono state inserite nella lista del patrimonio Mondiale dell'Umanità: opere che non sono mai state offensive, bensì accoglienti.

Il cibo come accoglienza sarà il leitmotiv del De casoncello 2018. La manifestazione si articolerà in diverse iniziative da venerdì 11 a domenica 13 maggio con incontri in alcune scuole i giorni precedenti.

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locandina
 
Organizzazione, patrocini e collaborazioni

Ultimo aggiornamento: Tue May 08 10:01:00 CEST 2018